Famiglia: pomacentridi
Nome comune: Pesce pagliaccio
Habitat:
Il pesce pagliaccio vive nelle fantastiche barriere coralline
dell'Oceano Indiano orientale, del Mar Cinese e del Pacifico
occidentale, spingendosi a est fino alle isole Salomone e Vanuatu.
Morfologia:
Corpo molto appiattito, allungato, la pinna dorsale è divisa in due
parti; la livrea è particolarmente appariscente e colorata: fondo
arancio carico con tre bande verticali bianche, le pinne sono orlate di
nero. questo pesce risulta essere molto simile all'Amphiprion Ocellaris
con la quale è strettamente imparentato. Si differenzia da quest'ultimo
per la livrea, più nera tra le fasce bianche e dalla pinna dorsale più
bassa. Arriva ha una dimensione massima di 15 cm.
Diformismo sessuale: sono ermafroditi ma nello stadio adulto la femmina raggiunge dimensioni maggiori del maschio
Comportamento:L'amphiprion
percula vive senza allontanarsene quasi mai tra i tentacoli di un
anemone, una pianta subacquea dotata di moltissimi mortali tentacoli:
infatti, quando una preda, finisce in mezzo agli cnidoblasti (i
tentacoli appunto) viene prima stordita da dei dardi che lancia e poi
inghiottita interamente.
Questo però non può accadere al pesce pagliaccio per due motivi: lo
strato di muco che secerne lo protegge dal veleno dell'ospite ed,
inoltre, è privo degli agenti chimici che attivano gli cnidoblasti. è
un pesce abbastanza tranquillo e può vivere in comunità con altri pesci
della sua indole. Da giovani possono essere allevati in gruppo, ma le
coppie adulte possono rilevarsi aggressive verso esemplari della stessa
specie. Si consiglia di ospitare l'anemone simbionte con il quale trova
l'abitat ideale. In acquario vive in simbiosi anche con l'anemone
Macrodactyla doreensis o anemone cavatappi.
Alimentazione:
In natura Data la sua lentezza ogni volta che lascia il suo anemone
rischia la vita e proprio per questo si nutre di plancton o di alghe
non molto distanti. Una volta intrappolato tra i fitti piatti denti il
cibo viene deglutito e viene macinato a poltiglia digeribile da altri
denti situati sulle ossa opercolari.. In acquario invece può essere
difficoltoso l'acclimatazione degli individui giovani che può essere
risolta fornendo loro piccoli crostacei vivi Una volta ben ambientato è
onnivoro, predilige mangime secco in granuli di piccolo diametro e,
soprattutto, surgelato, artemie o chironomus.
Riproduzione:
Sono ermafroditi. L'allevamento delle larve risulta alquanto
problematico malgrado la riproduzione in scala ottimale dell'habitat
naturale; infatti naupli di Artemia risultano inizialmente indigesti
agli avannotti e per sperare di ottenere qualche risultato apprezzabile
bisogna ricorrere prima a forme nutritive alternative (Ciliati marini
del genere Euplotes, integrati ad altri microrganismi allevati in
particolari acquari).
L'esemplare femminile è quello che mantiene inalterata la formazione
degli ormoni sessuali degli altri pesci: quando la sua presenza viene
meno, il componente maschile più grande ne prende le veci. Il rifugio
(ubicato nelle adiacenze dell'anemone simbionte) in cui verranno
collocate le uova, è pulito preventivamente dal maschio che rosicchia
alacremente i ciuffi di alghe che infestano la base del giaciglio.
Quando la femmina raggiunge il maschio l'operazione riproduttiva ha
inizio: appena depone le uova, essa comincia a raggrupparle una accanto
all'altra premurandosi che esse aderiscano al substrato con l'aiuto di
un fibra sottile adesiva; spetta al maschio, dunque, fertilizzarle e
preservarle da eventuali pericoli perpetrati dall'anemone.
Per adempiere alle operazioni difensive, esso può (anche
congiuntamente alla femmina) emettere dei suoni stridenti. Inoltre, i
riproduttori sovrintendono a funzioni di "manutenzione" della progenie:
con l'ausilio delle pinne pettorali smuovono le acque sovrastanti le
uova e divorano quelle morte o ammuffite. La schiusa avviene nell'arco
di una settimana o poco più, nelle ore immediatamente successive al
tramonto o in orari notturni. Gli avannotti cominciano a nuotare in
zone pelagiche anche se non impiegano molto tempo a diventare assidui
frequentatori del fondale e a manifestare il legame simbiotico verso
gli anemoni. Trattasi di una specie molto prolifera. Ambientazione in acquario:Temp.
26° / 30° Densità 1018 / 1022 PH 8.4. Necessita di una vasca piccola,
perchè non è un grande nuotatore e preferisce restare nelle immediate
vicinanze del suo territorio. Pacifico e non territoriale è adattissimo
agli acquari con invertebrati, anche in gruppi numerosi, effettua
spesso la simbiosi con le attinie di tutti i generi, ma specialmente
con quelle del genere Rhadianthus e del genere Stoichactis. L'acqua
deve essere ben filtrata con livelli bassi di nitrati con regolari
trattamenti a base di ozono, sono comunque consigliabili eventuali
cambi parziali con scrupolose sifonature del fondo ed aggiunte regolari
di oligoelementi e vitamine
Note speciali: soggetto a malattie batteriche