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Amphiprion Percola o Ocellaris PDF Stampa E-mail
Scritto da Nila   
sabato 20 ottobre 2007
Amphiprion Percola o Ocellaris

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Famiglia: pomacentridi
Nome comune: Pesce pagliaccio
Habitat: Il pesce pagliaccio vive nelle fantastiche barriere coralline dell'Oceano Indiano orientale, del Mar Cinese e del Pacifico occidentale, spingendosi a est fino alle isole Salomone e Vanuatu.
Morfologia: Corpo molto appiattito, allungato, la pinna dorsale è divisa in due parti; la livrea è particolarmente appariscente e colorata: fondo arancio carico con tre bande verticali bianche, le pinne sono orlate di nero. questo pesce risulta essere molto simile all'Amphiprion Ocellaris con la quale è strettamente imparentato. Si differenzia da quest'ultimo per la livrea, più nera tra le fasce bianche e dalla pinna dorsale più bassa. Arriva ha una dimensione massima di 15 cm.
Diformismo sessuale: sono ermafroditi ma nello stadio adulto la femmina raggiunge dimensioni maggiori del maschio
Comportamento:L'amphiprion percula vive senza allontanarsene quasi mai tra i tentacoli di un anemone, una pianta subacquea dotata di moltissimi mortali tentacoli: infatti, quando una preda, finisce in mezzo agli cnidoblasti (i tentacoli appunto) viene prima stordita da dei dardi che lancia e poi inghiottita interamente.
Questo però non può accadere al pesce pagliaccio per due motivi: lo strato di muco che secerne lo protegge dal veleno dell'ospite ed, inoltre, è privo degli agenti chimici che attivano gli cnidoblasti. è un pesce abbastanza tranquillo e può vivere in comunità con altri pesci della sua indole. Da giovani possono essere allevati in gruppo, ma le coppie adulte possono rilevarsi aggressive verso esemplari della stessa specie. Si consiglia di ospitare l'anemone simbionte con il quale trova l'abitat ideale. In acquario vive in simbiosi anche con l'anemone Macrodactyla doreensis o anemone cavatappi.
Alimentazione: In natura Data la sua lentezza ogni volta che lascia il suo anemone rischia la vita e proprio per questo si nutre di plancton o di alghe non molto distanti. Una volta intrappolato tra i fitti piatti denti il cibo viene deglutito e viene macinato a poltiglia digeribile da altri denti situati sulle ossa opercolari.. In acquario invece può essere difficoltoso l'acclimatazione degli individui giovani che può essere risolta fornendo loro piccoli crostacei vivi Una volta ben ambientato è onnivoro, predilige mangime secco in granuli di piccolo diametro e, soprattutto, surgelato, artemie o chironomus.
Riproduzione: Sono ermafroditi. L'allevamento delle larve risulta alquanto problematico malgrado la riproduzione in scala ottimale dell'habitat naturale; infatti naupli di Artemia risultano inizialmente indigesti agli avannotti e per sperare di ottenere qualche risultato apprezzabile bisogna ricorrere prima a forme nutritive alternative (Ciliati marini del genere Euplotes, integrati ad altri microrganismi allevati in particolari acquari).
L'esemplare femminile è quello che mantiene inalterata la formazione degli ormoni sessuali degli altri pesci: quando la sua presenza viene meno, il componente maschile più grande ne prende le veci. Il rifugio (ubicato nelle adiacenze dell'anemone simbionte) in cui verranno collocate le uova, è pulito preventivamente dal maschio che rosicchia alacremente i ciuffi di alghe che infestano la base del giaciglio. Quando la femmina raggiunge il maschio l'operazione riproduttiva ha inizio: appena depone le uova, essa comincia a raggrupparle una accanto all'altra premurandosi che esse aderiscano al substrato con l'aiuto di un fibra sottile adesiva; spetta al maschio, dunque, fertilizzarle e preservarle da eventuali pericoli perpetrati dall'anemone.
Per adempiere alle operazioni difensive, esso può (anche congiuntamente alla femmina) emettere dei suoni stridenti. Inoltre, i riproduttori sovrintendono a funzioni di "manutenzione" della progenie: con l'ausilio delle pinne pettorali smuovono le acque sovrastanti le uova e divorano quelle morte o ammuffite. La schiusa avviene nell'arco di una settimana o poco più, nelle ore immediatamente successive al tramonto o in orari notturni. Gli avannotti cominciano a nuotare in zone pelagiche anche se non impiegano molto tempo a diventare assidui frequentatori del fondale e a manifestare il legame simbiotico verso gli anemoni. Trattasi di una specie molto prolifera.
Ambientazione in acquario:Temp. 26° / 30° Densità 1018 / 1022 PH 8.4. Necessita di una vasca piccola, perchè non è un grande nuotatore e preferisce restare nelle immediate vicinanze del suo territorio. Pacifico e non territoriale è adattissimo agli acquari con invertebrati, anche in gruppi numerosi, effettua spesso la simbiosi con le attinie di tutti i generi, ma specialmente con quelle del genere Rhadianthus e del genere Stoichactis. L'acqua deve essere ben filtrata con livelli bassi di nitrati con regolari trattamenti a base di ozono, sono comunque consigliabili eventuali cambi parziali con scrupolose sifonature del fondo ed aggiunte regolari di oligoelementi e vitamine
Note speciali: soggetto a malattie batteriche
 
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